• Spirito Santo, Chiesa, Sottomarina, Facciata
    Chiesa Spirito Santo

Anche la chiesa dello Spirito Santo è sorta in seguito allo sviluppo demografico della zona di Sottomarina, che negli anni Cinquanta ha consigliato la costruzione di nuovi edifici di culto per dare un’adeguata assistenza spirituale alla popolazione residente nell’area meridionale di Sottomarina, mentre più a sud si stava ultimando ormai anche la chiesa di Borgo Madonna
Nella Pentecoste del 1956 il vescovo Piasentini pose la prima pietra del nuovo edificio, che fu benedetto e aperto al culto il 2 luglio 1958, per essere consacrato il 16 dicembre 19612.
La nuova curazia era Stata istituita il 2 luglio 19583; fu eretta in parrocchia il 18 luglio 1965.
La chiesa, costruita totalmente in mattoni faccia-vista, e stata progettata dall’ing. Massimo Locatelli. Si
presenta a forma di Croce latina, preceduta da pronao e segnata da notevole rosone sulla facciata. Sotto il pronao, all’angolo sinistro, un blocco di marmo bianco ricorda la posa della prima pietra; le ultime due righe dell’iscrizione hanno perso evidenza, dopo il rialzo della pavimentazione in tempi recenti:
TEMPLI HUIUS IN HONO/REM SPIRITUS SANCTI PA/RACLITI PRIMARIUM LA/PIDEM ](OANNES) B(APTISTA) PIASENTINI / EP(ISCOPUS) CLODIENSIS PO[SUIT DIE XX MAH / A(NNO) D(OMINI) MCMLVI]
Di questo tempio, sorto in onore dello Spirito Santo Paraclito, pose
la prima pietra il vescovo di Chioggia Giovanni Battista Piasentini
il 20 maggio dell’anno del Signore 1956.

L’interno presenta una vasta aula terminante con la gradinata di accesso al presbiterio,
che ospita a destra il battistero, al centro l’altare conciliare (davanti l’altare originario a parete, disegnato da padre Bruno Lorenzon dei Cavanis), a sinistra l’ambone. Troneggia sopra l’altar maggiore la grande tela raffigurante la discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste.
All’ampia navata si affianca a destra una navata minore che viene usata per le Celebrazioni dei giorni feriali. Il campanile è sostituito da un sistema sonoro elettrificato, il Cui diffusore si eleva sul tetto in corrispondenza del presbiterio.
L’aula non e priva di espressioni artistiche. Domina l’ altar maggiore la grande tela con la Pentecoste (cm 270 x 550) firmata da Federico Bellomi nel 1962: la discesa dello Spirito Santo e raffigurata nella piazza di Gerusalemme, al Centro la Vergine velata di bianco e attorniata dagli apostoli stupiti dell’evento. Accanto a questa grande tela, Vanno ricordati il Cristo in Croce scolpito in legno di tiglio dall’artista chioggiotto Giorgio Boscolo Femek (collocato a destra del presbiterio nell’aprile 1992) le vetrate istoriate della ditta Progetto Arte Poli di Verona: suggestive quelle del Buon Pastore nella cappella invernale. Alle pareti, su ripiano, le statue lignee della Madonna di Fatima e di S. Antonio di Padova.
Nella cura pastorale si sono succeduti i sacerdoti don Aldo Marangoni (1958-64), d. Francesco Spanio (1964_70), d. Cinzio Zennaro (1970-83), d. Giovanni Lodo (1983-92), d. Lino Rebellato (1992-99), d. Luigi Lazzarin (1999-2009), d. Achille De Benetti (2009-2012). Successivamente la parrocchia è entrata in unità pastorale Con quella confinante del Buon Pastore a guida di d. Antonio Chiereghin.
La giovane comunità cristiana annovera anche un notevole gruppo di neo-catecumenali.

Tratto dal libro “Chiese del Novecento e loro Pastori” di don Giuliano Marangon 

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